Ho incontrato Stefano Adagio in un momento in cui, come spesso succede a chi lavora nella comunicazione sostenibile, stavo cercando storie vere. Storie concrete.
Stefano mi ha colpito subito per un dettaglio: non racconta il suo percorso per impressionare, lo racconta per spiegare. E mentre parla capisci che ha vissuto l’azienda in tutte le sue dimensioni, dalla strategia alle persone, dai numeri alle decisioni.
Mi racconta che ha trascorso oltre trent’anni nel Gruppo Michelin, ricoprendo ruoli di leadership tra commerciale, risorse umane e gestione operativa. Un’esperienza lunga e strutturata, che gli ha permesso di vedere da vicino come funzionano le grandi organizzazioni internazionali: processi, governance, dinamiche decisionali, responsabilità e risultati.
Ed è proprio questa visione “a 360 gradi” ad averlo portato, da circa un anno, a fare un passo importante: fondare Formamentis Consulting.
Stefano mi spiega che Formamentis nasce con un obiettivo preciso: aiutare le aziende — in particolare le PMI, cuore del tessuto imprenditoriale italiano — a trasformare competenze, esperienza e valori in un modello organizzativo più solido, moderno e misurabile.
Non è una consulenza teorica. È una consulenza che entra nel concreto: processi, metodo, ruoli, responsabilità, strumenti di controllo, pianificazione e capacità di prendere decisioni migliori.
Il punto centrale, mi dice, è uno: la Governance.
“Le aziende oggi parlano molto di sostenibilità, ma senza governance la sostenibilità resta un’intenzione. E un’intenzione non regge quando il mercato diventa complesso.”
Formamentis lavora proprio su questo: costruire una governance snella ma efficace, capace di guidare l’impresa nel tempo, soprattutto in mercati instabili e volatili. Perché la governance non è burocrazia: è chiarezza. È capacità di decidere. È disciplina organizzativa. È visione.
E soprattutto è la base che permette alle aziende di affrontare davvero il tema ESG, non solo per obbligo o moda, ma come leva strategica di crescita.
Poi Stefano mi guarda e mi dice una frase che cambia completamente la direzione della conversazione:
“Vuoi un esempio di economia circolare già esistente in Italia? Gli pneumatici fuori uso.”
Ed è lì che capisco che questa non sarà la solita chiacchierata su sostenibilità e buone intenzioni.
Sta per aprirsi una storia molto più concreta.
Quando uno pneumatico “finisce”… e invece ricomincia
Se ci pensiamo, lo pneumatico è uno degli oggetti più comuni della nostra vita quotidiana. È sempre lì, sotto le nostre auto, sotto i mezzi pubblici, sotto i camion che trasportano merci in tutta Europa. Eppure, finché funziona, nessuno ci fa caso.
Il problema arriva quando smette di essere sicuro. Quando non fa più presa sull’asfalto. Quando non è più utilizzabile.
A quel punto, per molti, diventa semplicemente un rifiuto.
Ma è qui che entra in gioco un concetto fondamentale: l’economia circolare non è un’idea astratta. È un processo reale, industriale, misurabile. E in Italia, la gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) è uno degli esempi più interessanti di questo modello.
Gli pneumatici fuori uso, infatti, sono regolati da un sistema normativo e organizzativo che ne disciplina raccolta, gestione e trattamento. Questo significa che lo pneumatico non viene “abbandonato al destino”, ma entra in un circuito strutturato che consente di trasformarlo.
Ed è proprio in quel passaggio che il rifiuto diventa risorsa.
Da rifiuto a risorsa: la seconda vita dei PFU
Stefano mi racconta che uno pneumatico, una volta raccolto e trattato in impianti specializzati, può avere molte più vite di quante immaginiamo.
Può diventare materia prima per:
- asfalti più performanti e sostenibili, resistenti e durevoli
- materiali per l’edilizia, come isolanti acustici, antivibranti e impermeabilizzanti
- superfici sportive, come piste di atletica, erba sintetica e pavimentazioni antitrauma
- in alcuni casi, anche recupero energetico in cementifici e centrali termoelettriche
È un cambiamento di prospettiva potente: lo pneumatico non è più uno scarto da eliminare, ma una risorsa da immettere nuovamente nel sistema produttivo.
E questa trasformazione racconta una verità importante: la sostenibilità non è sempre qualcosa da inventare. A volte esiste già. Sta già funzionando. Serve solo saperla riconoscere e valorizzare.
Il punto non è solo riciclare: è governare il cambiamento
Durante la conversazione, Stefano torna spesso sul tema della governance. Perché dietro ogni sistema che funziona — compreso quello del riciclo PFU — c’è sempre una struttura organizzativa che lo rende possibile.
“Fare sostenibilità” non significa solo avere un progetto green o un’iniziativa virtuosa.
Significa soprattutto riuscire a farla durare nel tempo, renderla replicabile, misurabile e credibile.
Ed è proprio qui che Formamentis Consulting porta valore: accompagnare le aziende a costruire processi e metodi che permettano di gestire la complessità senza esserne travolti.
In particolare, Formamentis si rivolge alle PMI, che spesso si trovano davanti a sfide decisive:
- consolidare processi esistenti
- creare nuove procedure
- strutturare ruoli e responsabilità
- traghettare l’impresa verso nuove generazioni e nuovi obiettivi
Perché oggi la competitività non si gioca solo sul prodotto o sul prezzo: si gioca sulla capacità di essere solidi, coerenti e pronti al futuro.
Perché oggi ESG non è più un’opzione
Parlando con Stefano, emerge un punto chiaro ormai per tutti: ESG non è un trend passeggero.
È un nuovo metro di valutazione.
Sempre più spesso, infatti, la credibilità di un’azienda sarà legata alla capacità di dimostrare attenzione verso:
- impatto ambientale
- impatto sociale
- qualità della governance
E questo avrà conseguenze molto pratiche: accesso a gare pubbliche e private, accesso al credito bancario, reputazione sul mercato, attrattività verso talenti e partner.

La sostenibilità esiste già… e raccontarla è sempre più importante
A un certo punto mi rendo conto che questa storia degli pneumatici fuori uso non è solo un esempio tecnico.
È soprattutto un esempio di comunicazione.
Perché un sistema virtuoso può funzionare bene… ma è sempre più importante che venga comunicato perché arrivi a tutta la filiera, consumatore compreso, in modo da rendere concreto e consapevole un processo ecosostenibile e socialmente utile.
Ed è qui che il discorso si collega in modo naturale a ciò che facciamo in Sartoria Digitale.
Come agenzia di comunicazione sostenibile, lavoriamo con aziende che vogliono costruire valore vero e non solo immagine. Aiutiamo a trasformare le iniziative sostenibili in messaggi chiari, coerenti e credibili, evitando la superficialità e soprattutto evitando il rischio del greenwashing.
Perché comunicare sostenibilità non significa “dire di essere green”.
Significa dimostrare, spiegare, coinvolgere.
Marketing sociale: quando la comunicazione diventa impatto
Il marketing sociale, per noi, è la parte più interessante di questo percorso.
Perché permette di trasformare la sostenibilità in progetti che parlano alle persone, al territorio, alle scuole, alle comunità.
Un tema come il riciclo dei PFU, ad esempio, potrebbe diventare una campagna educativa, un progetto nelle scuole, un’iniziativa locale di sensibilizzazione. Potrebbe raccontare che l’economia circolare non è un concetto lontano, ma un processo già attivo che riguarda la vita di tutti.
E soprattutto potrebbe insegnare che sostenibilità non significa rinunciare alla performance, ma costruire performance più intelligenti.
La vera sfida: far capire che profitto e sostenibilità possono convivere
La frase che mi resta più impressa dell’incontro con Stefano è semplice, ma centrale:
“La sfida è far capire che economia e sostenibilità possono convivere.”
Non solo possono.
Devono.
Perché oggi le aziende non possono più permettersi di scegliere tra crescita e responsabilità. Il futuro chiede entrambe.
E il caso degli pneumatici fuori uso lo dimostra in modo perfetto: un rifiuto può diventare risorsa, ridurre impatti ambientali, generare nuovi utilizzi industriali e creare valore economico.
Serve solo un sistema che funzioni.
E serve una cultura che lo sostenga.
Etica. Passione. Performance.
Quando ci salutiamo, Stefano mi parla del mantra di Formamentis Consulting. Tre parole che non suonano come slogan, ma come una direzione:
Etica. Passione. Performance.
Ed è difficile non vedere la connessione con ciò che anche noi di Sartoria Digitale portiamo avanti ogni giorno: costruire comunicazione che non sia solo bella, ma utile. Non solo efficace, ma coerente. Non solo visibile, ma credibile.
Perché la sostenibilità non è soltanto ciò che fai.
È anche come lo racconti.
Chi è Stefano Adagio
Stefano Adagio ha maturato oltre trent’anni di esperienza nel Gruppo Michelin, ricoprendo ruoli di leadership in ambito commerciale, risorse umane e gestione operativa. Nel corso della sua carriera ha sviluppato competenze strategiche e organizzative legate alla gestione delle persone, alla pianificazione aziendale e al miglioramento dei processi, con un’attenzione crescente ai temi ESG e alla sostenibilità come leva di competitività.
Chi è Formamentis Consulting
Fondata nel 2025 da Stefano Adagio, Formamentis Consulting è una realtà di consulenza specializzata in Governance societaria, trasformazione organizzativa e sostenibilità.
L’obiettivo è supportare soprattutto le PMI italiane nel consolidare e strutturare processi aziendali, costruire modelli di governance snelli ed efficaci e accompagnare manager e collaboratori in un percorso di crescita misurabile nel tempo.
Formamentis opera con un approccio pratico e orientato ai risultati, aiutando le aziende a costruire basi solide per affrontare mercati complessi e sviluppare percorsi ESG credibili.
Mantra Formamentis Consulting:
Etica. Passione. Performance.
🌐 www.formamentis-consulting.com
📩 info@formamentis-consulting.com
Il legame con Sartoria Digitale
In Sartoria Digitale crediamo che ogni azione sostenibile, per generare valore reale, debba anche essere compresa e condivisa.
Ecco perché il dialogo con realtà come Formamentis Consulting è naturale: la governance rende possibile un cambiamento concreto, mentre la comunicazione sostenibile lo rende visibile, credibile e utile per il mercato e per la comunità.
Attraverso il nostro servizio di marketing sociale, aiutiamo aziende e professionisti ad attivare iniziative ad alto impatto, capaci di coinvolgere persone, territori e nuove generazioni.





